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SEZIONE SOSPESA

CAUSA DECRETO URBANI

NEWSGROUP CORRELATO: free.it.comp.software.p2p


Lo staff ha discusso parecchio su quale fosse la decisione migliore da prendere, e la chiusura e'
stata ritenuta quella piu' adatta.

Non ci risulta che esistano precedenti in alcun paese democratico che hanno vietato l'uso e/o la
discussione di programmi di file sharing. Anzi. Vogliamo a questo proposito fare notare che
recentemente, una delle maggiori software house mondiali di giochi, la Blizzard, ha diffuso la
versione beta del suo ultimo prodotto, World of Warcraft, proprio utilizzando un programma di file
sharing.

Dunque, dal punto di vista logico non avremmo dovuto preoccuparci in alcun modo. Allora perche'
abbiamo chiuso? Perche' ultimamente, purtroppo, abbiamo notato che non sempre la cosa piu'
logica e' anche quella che poi si realizza concretamente.

Internet ha piu' di 20 anni, ma solo recentemente e' diventato, come la banda larga, un fenomeno
di massa. Questo ha contribuito quindi ad attirare l'attenzione delle varie istituzioni costringendole
ad occuparsi con maggiore interesse agli avvenimenti della rete e, quando necessario, ad
intervenire per regolamentarla.

E' dunque probabile che le sorti relative all'evoluzione della rete del futuro saranno decise
principalmente in questi anni (ed in parte lo sono già state), ma non si può escludere che le
valutazioni sui comportamenti degli utenti e degli operatori di oggi potranno subire, strada facendo,
sostanziali modifiche, fino a poter verosimilmente immaginare che, domani, determinate "condotte"
potranno essere considerate perfettamente lecite mentre ora, per alcuni, sono intese solo in senso
negativo e limitante.

E questo e' il vero punto della questione. Nessuno di noi ha guadagnato niente dal sito. Anzi, c'e'
chi ci ha perso, e tutti in generale hanno dedicato molto tempo ad aiutare gli altri.

Per questo motivo non abbiamo assolutamente intenzione di rischiare eventuali interpretazioni
repressive per quello che per noi è solo e semplicemente un hobby.

Sapete tutti quali sarebbero le possibili complicazioni che ne verrebbero fuori, e anche se alla
fine risultassimo aver ragione, resterebbe comunque il ricordo di una brutta esperienza che non
teniamo in alcun modo a sperimentare.

Ci piacerebbe poter dire che riapriremo prestissimo, ma non possiamo permetterci di farlo perche'
non dipende da noi.

Per concludere, vogliamo augurarci che il decreto Urbani, durante l'iter di conversione in legge,
possa diventare piu' chiaro, in modo da non dare adito alle tante interpretazioni controverse di
oggi, analizzate e poi smontate praticamente da tutti (utenti, esperti di diritto, associazioni
dei provider ecc.) come abbiamo potuto osservare nel marasma dell'ultimo periodo.

Ci auguriamo anche che chi dovra' presentare questa legge si occupi dei diritti di tutti, e non
solo di alcuni, e prenda spunto dalla recentissima direttiva approvata dal Parlamento Europeo a
riguardo.

Infine, essendo l'Italia una democrazia, e' compito di tutti rispettarne le leggi, anche quelle
che possono sembrare piu' ingiuste. E noi riteniamo assolutamente ingiusto il tentativo di alcuni di criminalizzare una fascia di utenti paragonandoli ai veri criminali. Questa repressione nel
mondo non hai mai portato risultati, anzi, ha alla fine favorito chi ci lucra veramente. Tuttavia
siamo sicuri che negli anni a venire si trovera' una soluzione in grado di accontentare tutti...

Speriamo solo di non dovere aspettare troppo a lungo.



 

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( Project Leader )